IL SALOTTO



salotto-salottoIl Salotto è il luogo privilegiato dell’incontro, il luogo della conversazione, della convivialità. Al riparo delle mura domestiche l’invitato è chiamato a partecipare allo scambio di parole e esperienze che anima le serate in compagnia. Al clima sereno e familiare di questo momento sono estranei la platealità e la sguaiataggine che talvolta dominano gli spazi pubblici.

Ricreando un salotto musicale, il primo obiettivo è rifuggire i cerimoniali e l’etichetta che imperversano nei teatri e nelle grandi sale da concerto, il secondo svestire la figura dell’esecutore dei panni mitici che indossa ormai da troppo tempo. La musica è uno scambio tra esecutore e ascoltatore, ugualmente importanti, entrambi investiti di responsabilità ed entrambi chiamati a confrontarsi col fenomeno musicale. La partecipazione consapevole del pubblico è fondamentale affinché la musica acquisti significato. L’intimità del salotto ricorda al musicista di aver bisogno dell’altro, di qualcuno che partecipi attivamente alla sua esibizione, più di quanto possano fare le grandi sale, dove la reciprocità è spesso inevitabilmente compromessa.

Il Piano Forte, insieme al canto o da solo quando esso stesso si fa canto, è da sempre l’indiscusso re del Salotto. Il suo suono discreto ed interrogativo, detta i ritmi, le pause i respiri di quella ristretta riunione, ne sollecita l’immaginazione oltre ogni possibile previsione, rendendo infiniti i sentieri e le combinazioni percorribili. Il Piano Forte storico, con la sua voce evocativa, ha la sua collocazione ideale fra quelle mura familiari dove la complicità fra esecutore e ascoltatore è assoluta.

Riscoprire e far riscoprire il mondo perduto del salotto ad ascoltatori, amatori e professionisti del pianoforte storico è il fine che si prefiggono i corsi e gli eventi creati da Antonello Palazzolo. Non solo quindi riabituare il pubblico a questa forma di ascolto intima e coinvolgente, ma anche offrire a giovani esecutori una guida a questa diversa forma di comunicazione che richiede necessariamente un linguaggio, degli strumenti espressivi ed un repertorio alternativi a quelli del concerto tradizionale.


Lezioni di Salotto
Laboratorio di studio e ricerca sul linguaggio del Pianoforte Storico

L’idea di queste “Lezioni” è scaturita dall’amara constatazione di una progressiva disaffezione del pubblico al concerto tradizionale e la conseguente frustrazione di molti giovani pianisti nel vedere spesso il proprio studio finalizzato soltanto a corsi e concorsi sempre più sterilmente competitivi, piuttosto che ad un naturale rapporto di condivisione musicale con il pubblico. Scopo delle lezioni è dunque quello di creare nuovi spazi e nuove aperture per la condivisione musicale, per i giovani musicisti e per un pubblico tutto da ricostruire. Il rapporto con il pubblico in un luogo così diverso dalla sala da concerto, su strumenti che hanno vissuto l’epoca d’oro della musica in salotto richiede armi, attitudini e preparazione diverse da quelle imposte dal moderno concertismo. Coinvolgere e tener stretta l’attenzione di un ristretto pubblico in un ambiente raccolto, familiare e raffinato richiede capacità simili a quelle dell’attore, un repertorio, un fraseggio ed una gestualità, oltre una naturale disposizione al “recitar suonando”, esercizio a cui i nostri giovani studenti sono sempre meno abituati.

Non si deve credere che tutto questo comporti minori difficoltà e minore applicazione che snocciolare ottave davanti ad un pubblico spesso più stupefatto che commosso. Al contrario questa speciale attenzione al linguaggio, alla partecipazione e dunque al dialogo, richiede grande dedizione e controllo non solo delle proprie dita, ma anche della capacità di ascoltarsi, di divenire a nostra volta pubblico e non suonare e parlare soltanto a noi stessi, di ricercare e raccontare storie accattivanti intorno al linguaggio musicale di altre stagioni restituendogli così l’attualità perduta.

Questa “avventura” didattica sperimentata con successo nel prestigioso Palazzo Mirto di Palermo e in via di sperimentazione all’Accademia Villa Bossi di Varese, è nata nel “Salotto” del Conservatorio di Siena, classe-museo dove Pianoforti storici, fotografie, antichi libri e spartiti oltre a simbolici affreschi, fanno già da qualche tempo da coinvolgente cornice a sedute e lezioni di Salotto.